lunedì 8 febbraio 2010

cenare con erbe campestri

Uno dei temi preferiti dagli utenti di ICRC e' la presentazione dell'ebraismo come insieme di pratiche sorpassate, magari superstiziose, certo vuote di significato - dal momento che la Chiesa avrebbe rimpiazzato gli ebrei nel ruolo di popolo eletto. Si leggono cosi' espressioni di vero disprezzo per l'ebraismo, ed addirittura minacce di scomunica per chi partecipa a cerimonie che possano assomigliare a cerimonie ebraiche.
Questi sono i toni offensivi di un post ovviamente approvato dalla dialogante moderazione di ICRC.

La Chiesa insegna da sempre che le prescrizioni rituali, le cerimonie, i sacramenti e i sacrifici istituiti da Mosé (quindi, a cominciare dalla circoncisione, passando per tutte le mizvot e sino alla cena pasquale ebraica, ma non solo) erano figure della spiritualità e della liturgia sacrificale della Nuova Alleanza. Come tali, esse sono decadute da quando Cristo ha istituito quest'ultima e non hanno più ragione d'essere.
Anzi, l'attaccamento ad esse quale condizione per la salvezza è condannato nel Nuovo Testamento (cfr. lettere degli Apostoli). Condanna ripetuta dai dottori della Chiesa (San Tommaso definisce queste pratiche, che erano utili all'epoca pre-cristiana, "mortifere" dopo Gesù), e sancita canonicamente addirittura dal Concilio di Firenze-Basilea-Ferrara, tenutosi in epoca relativamente recente, che scomunica chiunque vi si affidi sperando in esse per salvarsi.
Ovviamente, se insceni una cena ebraica non stai incorrendo nella scomunica, poiché lo fai, come hai precisato, per un mero fine di "re-enacting", non certo perché pensi che mangiare un agnello cucinato senza spezzarne le ossa e condito con fili d'erba campestre sia un atto salvifico.

Nessun commento: